Vero solo in una rima.

Tu dormi ragazzino innocente

il tuo respiro quasi non si sente

la luna che ti bacia con il suo veleno

io che non riesco a fare a meno

di quella ferita che m’hai aperto in gola

gridandoti “io non voglio essere più sola”.

E se è vero quel che si dice sull’amore

che la mano lava via dall’altra quel sudore

mischiato al sangue caldo delle vene

assorbi pure nei tuoi occhi tutte le mie pene.

E i nostri sogni veri solo in una rima

e noi non siamo più quelli di prima,

ma non c’è modo di fare il nostro viaggio

se alle mie mani manca il tuo coraggio.

Tu dimmi pure che la vita non ha senso

in una stanza d’amore e fumo denso

ma ora non alzarti da quel letto

che ho una rima chiusa in un cassetto

per chiedere perdono al Padre Nostro

se tra il mio Credo e il vostro

ho scelto quello mio, vivendo di nascosto

perché i pazzi non hanno un posto.

 

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Tentativo d’amore in rima.

Avevo poco più che te una volta

e la paura era sepolta,

per il difficile domani

mi bastavano occhi e mani

da intrecciare alla mia vita

come una tela fra le dita.

Ma dal sogno sono sveglia

e al freddo guardo quella faglia

aperta in mezzo al cuore

che scandisce con fragore

l’attimo prima del futuro.

Eppure eri sicuro

ero il sale sul tuo male,

la ferita d’uno strale

di solitudine avvelenato.

Ma la pelle che ti ho rubato

l’hai richiesta in modo incerto

e una musica non è un concerto

se manca il senso dell’insieme

di luci e palco e cuor che freme.