AlbaChiara.

Tu sola dentro una stanza 

ti specchi nella luce

di un’alba sempre chiara

di un’anima un po’ più grigia.

E mentre ti lavi il volto

prende forma quel rimpianto

che ha i contorni dei tuoi occhi

in cui si legge quello che pensi. 

Ma se a loro dici no

allora bruciali quei libri

insieme a tutti i sogni

e alla carta da parati

di lezioni ripetute, di storie divorate.

I pensieri già sfiorati,

le gambe e gli occhi accarezzati,

infilali in quei cartoni

chiusi per fare spazio.

Ma fare spazio a cosa?

e vorresti far rumore

ché un respiro senza un soffio

non basta in questo mondo

di grida e confusione.

Ma non sei brava in queste cose

e ti si infiammano le guance

della rabbia e della voglia

di provare quell’orgoglio

dei libri sotto braccio

e di una mela da gustare.

Nel frattempo vi ringrazio

cara mamma, caro papà,

ed è strano leggervi vicini

io che vicini non v’ho visto mai,

eppure guardo il mondo

con un po’ dei vostri occhi.

E se da una canzone

avete scelto il mio ritratto

capitemi se vi dico

che quella è la mia libertà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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