Un campo.

Credo d’averti amato

al di là del bene e del male,

in un campo di gigli

bianchi e senza tempo.

Da una carezza un filo d’erba

avvinghiato alle tue dita,

edera rampicante

sui graticci della pelle.

Il cuore ignorava

quel frastuono di parole

che germoglia incomprensione

e semina fiori urlanti,

ma sapeva quel silenzio

che è la musica del mare,

il canto della terra

levato a coppe e ventri

per amarsi e generare

e non lasciarla all’abbandono.

Sogno d’amore

questo svolgersi di trame

nella realtà che piove muri

issati a protezione

di anime e fortini

che cedono alla voglia

quotidiana e silenziosa

di fare e di disfare

ciò che dalla mano

fa piangere sudore,

lavato poi col sangue

dell’opera compiuta.

Una casa, uno stipendio

le rate da pagare,

che donano l’amore

a chi di forza e resilienza

adorna i giorni suoi

e seccano le fonti

a chi s’abbevera da solo.

 

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