Storia di un viaggio

Ciao a tutti,

Ho deciso di condividere con voi alcune poesie che da qualche tempo ho iniziato a buttare giù.

Per anni mi sono sentita bloccata di fronte a un foglio bianco e a una penna ed ogni tentativo di tradurre in parole un’emozione si risolveva con un nulla di fatto.

Eppure sentivo spesso la necessità di raccontarmi, anche semplicemente per sfogarmi o tener traccia di un momento particolarmente importante.

Non riuscire a farlo mi sviliva, finché un giorno non ho capito che per raccontare se stessi bisogna conoscersi. E io forse non mi conoscevo affatto.

Ho iniziato a guardarmi dentro, cercando di capire chi volevo e dovevo essere per recuperare quel qualcosa che s’era perso.

È stato un cammino a ritroso fra le ombre del passato che mi ha permesso di gettare una nuova luce sulla strada del futuro.

Le poesie che ho pubblicato e che pubblicherò affronteranno diversi argomenti, ma dietro ognuna di esse si nasconde questo lungo e tortuoso viaggio.

Spero che vi piacciano e che abbiate voglia di condividere con me le vostre esperienze ed emozioni, perché la scrittura riesce a farci sentire davvero liberi!

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Vita

Conchiglia che torna
A riabbracciar la riva
S’affaccia il ricordo
All’anima sprovvista.
Sfumata di sogno
Già dissolta al risveglio
L’amara memoria
Di dolci giornate.
Vita,
Prigioniera del tempo
Che scorre e si fa assenza,
D’una materna carezza
Non lasci che lacrima,
Pioggia sull’arida pietra
Ch’ora accoglie il tuo cuore.

Dalla città che muore agli Etruschi, breve diario di bordo.

Con il caldo d’agosto spostarsi di città in città potrebbe essere davvero faticoso e proprio per questo ho pensato ad un weekend che, fra una camminata e l’altra, offrisse la giusta dose di relax.

Oltre a questo ho selezionato mete davvero low cost e le spese più significative sono state quelle legate alla macchina che, se avrete voglia di ripetere il mio stesso percorso, è indispensabile.

So che siete curiosi di saperne di più e vi accontenterò parlandovi immediatamente della prima tappa di questo mini viaggio alla scoperta di antiche civiltà e luoghi meravigliosi:

Civita di Bagnoregio

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Già dalla foto si intuisce l’unicità di questo posto, piccola frazione del comune di Bagnoregio in provincia di Viterbo.

Definita la città che muore, si trova al centro della Valle dei Calanchi, croce e delizia di questo luogo che chissà per quanti anni ancora potremo ammirare.

La città, pressoché disabitata, è andata incontro a frane e fenomeni d’erosione che hanno sottratto al centro storico gran parte delle sue meraviglie.

L’accesso al ponte che conduce alla Civita costa soltanto tre euro e vale la pena percorrerlo (caldo a parte!) prestando attenzione al mozzafiato panorama circostante.

Varcata la Porta Santa Maria, unico ingresso alla città, si ha l’impressione di essersi lasciati alle spalle la frenesia e il caos del mondo moderno e di entrare in una realtà in cui il tempo si è fermato al Medioevo.

Case e palazzi costeggiano gli stretti vicoli e fra una passeggiata e l’altra è possibile visitare il Museo geologico delle frane, sede di complessi studi finalizzati a descrivere il rapporto fra la città e il suo territorio.

Immancabile la visita a Piazza San Donato, sede della Chiesa principale, che ospita uno splendido crocifisso ligneo del XVI secolo, realizzato in area fiamminga.

Al di là dei punti principali d’interesse, ho avuto l’impressione che il modo migliore di scoprire Civita fosse perdersi fra i suoi vicoli e prestare attenzione alla bellezza di ogni scorcio.

Camminando ci si imbatte nella casa di San Bonaventura, nello splendido giardino curato da Mattia Ambrosi e nelle rovine di un antico monastero.

Menzione particolare merita “Antica Civitas”, un museo realizzato in una grotta etrusca, dove un biglietto dal simbolico costo di un euro, consente di ammirare strumenti e suppellettili della vita contadina e una cisterna d’età romana.

Consiglio gastronomico: assaggiate il gelato di ricotta con cannella e miele dell’Arco del gusto, una vera delizia e un toccasana contro il clima torrido!

Seconda tappa: Saturnia

A poco più di un’ora di macchina si trova Saturnia, piccola frazione del comune di Manciano, in provincia di Grosseto.

Qui ha la sua sede uno spettacolo che non ha bisogno di descrizioni, un vero regalo fattoci dalla natura: le terme, note come “cascate del mulino”. terme-libere-toscana

Qui si possono consumare momenti di vero relax e benessere senza spendere il becco d’un quattrino! Non sembra possibile eppure è davvero così!

In estate i momenti migliori per immergersi in queste meravigliose piscine sono le ore più fresche della giornata, in cui si può apprezzare pienamente l’acqua sulfurea che fuoriesce dalla sorgente a una temperatura di 37,5°.

Un luogo davvero incredibile, dove è concesso campeggiare e godere liberamente della bellezza della natura.

Dopo il bagno serale che abbiamo voluto ripetere anche al sorgere del sole (svegliarsi alle 5 e 45 lo consiglio solo ai più temerari!), ci siamo concessi un’ottima cena presso il ristorante “I due Cippi da Michele”, al centro della Città, dove abbiamo mangiato una buonissima lingua e delle gustose pappardelle al ragù di cinghiale. Da non sottovalutare anche la pasta ripiena, una vera delizia per il palato!

Ci siamo poi diretti a Montemerano e, trascorsa la notte al B&B “La Piaggia”, che consiglio per la cordialità del personale, la pulizia delle stanze e i dolci fatti in casa della colazione, il mattino seguente è stato il momento della nostra terza tappa, uno dei borgi più belli d’Italia.

Montemerano

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Un bellissimo borgo protetto da tre cinte murarie che contribuiscono a conservare l’aspetto medievale del luogo.

Addentrandosi per i vicoletti si ha l’impressione di fare un viaggio a ritroso nel tempo e i fiori che colorano la pietra accolgono i visitatori con grazia e bellezza.

Tra i luoghi d’interesse meritano particolare attenzione la Piazza del Castello, cuore pulsante del paese e la Chiesa di San Giorgio, risalente al 1300, che conserva opere rinascimentali d’alto pregio tra cui il dipinto denominato la “Madonna della Gattaiola” e un tabernacolo ligneo del 1400 intagliato e riccamente decorato.

Dopo aver intrapreso la strada del ritorno (ahimé!) è arrivato il momento della tappa per me più attesa: Tarquinia e le sue necropoli.

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Facendo il biglietto combinato dal prezzo di soli 8 euro, oltre alle necropoli, si può visitare anche il museo Nazionale Etrusco, ospitato da una splendida location: il palazzo Vitelleschi, capolavoro architettonico d’età rinascimentale. Ad incrementare la bellezza della costruzione alcuni elementi strutturali gotici.

Il museo conserva sarcofagi in pietra databili al IV secolo a.C, ceramiche d’importazione greca databili al VI secolo a.C, monete e oggetti votivi.

Molto bello l’altorilievo dei Cavalli Alati riemerso dal santuario dell’Ara della Regina e le ricostruzioni in ambienti climatizzati di alcune tombe i cui affreschi sono stati distaccati.

Il modo migliore di apprezzare le bellezze del museo resta soltanto uno: andare a visitarlo!

Veniamo finalmente alla necropoli di Monterozzi, che conserva un gran numero di tombe a tumulo e la più ampia testimonianza di pittura antecedente l’età romana.

Gli affreschi in esse conservati rappresentano scene religiose o banchetti funebri e chiaramente distinguibili sono i loro protagonisti: danzatori, giocolieri e suonatori. I paesaggi appaiono vivaci e armoniosi e figure demoniache o divine compaiono specialmente nelle tombe posteriori al V secolo a.C.

Uno spettacolo tutto da gustare prestando particolare attenzione alle sequenze di immagini, ben spiegate nelle descrizioni all’ingresso di ogni tomba, e alla vivacità dei colori che, negli affreschi meglio conservati, sembrano essere stati impressi sulla pietra qualche anno fa.

Dopo Tarquinia è arrivato il doloroso momento del ritorno a casa ma le emozioni provate di fronte a simili bellezze rimarranno per sempre in un angolo del mio cuore.

Perciò, se non sapete cosa fare il prossimo fine settimana, fidatevi di me e seguite questo itinerario!

A presto!

 

 

 

 

 

 

 

 

Piacere di conoscervi!

Oggi scondividereentivo di avere l’energia giusta per intraprendere questa meravigliosa avventura, in cantiere da oltre un anno. E Finalmente eccomi qua a dirvi che sarà un vero piacere chiacchierare con voi!

Amo leggere e viaggiare da quando ero molto piccola e ancora non capivo perché avessi tanto bisogno di vivere tante vite e di conoscere realtà nuove e diverse.

Ho frequentato il liceo classico, studiato Lettere all’Università e da incallita sognatrice spero che questo meraviglioso bagaglio possa trasformarsi in lavoro e diventare sostanza di ogni giorno.

Mi piace condividere idee ed esperienze, discutere di esse e rivederle attraverso il filtro del confronto, unico vero motore della conoscenza e dell’accettazione reciproca.

In questo blog troverete racconti, pensieri, diari di viaggi e tante emozioni che cercherò di tradurre in parole, non nascondendovi che a volte sarà davvero dura.

Spero che abbiate voglia di farmi compagnia con le vostre storie e il vostro interesse, perché come disse Freud: “poter condividere è poesia nella prosa della vita”.