Divagazioni.

Non so più dormire da quando ho scoperto che il giorno esclude la notte e viceversa.

Il giorno è quando va in scena il robot che va a lavoro, che fa la spesa, che paga le bollette, che prepara il pranzo e la cena. Ma soprattutto che non pensa. Altrimenti c’è qualcuno che le farebbe queste cose? C’è qualcuno che avrebbe voglia di adeguarsi non a sé stesso ma agli orologi? Gli orologi, più tirannici e disumani dei Ferdinandi e Vittori Emanueli che ci hanno comandato. Basta pensare che quando uno muore si dice: era arrivata l’ora sua. Come se anche la morte avesse un tempo, come se si potesse dare un senso al destino o alla scelta di Dio, chiamatela pure come vi piace. Però poi non ci restate male quando qualcuno muore a vent’anni e vi accorgete che Dio e il destino hanno, a volte, la stessa, tremenda faccia. E poi fate pure un’altra cosa: provate a chiederlo al morto se era arrivata l’ora. Magari potesse rispondervi di no, perché, si sa, non è mai ora di andare via da una festa. Figuriamoci dalla vita.

La notte mi piace perché non vedo teatri allestiti per lo spettacolo delle formiche incolonnate in mezzo al traffico, ai supermercati, alla posta, alla Asl. Nessuno ha bisogno dei numeri di matricola o dei numeretti del banco frigo per ricordarsi che esiste. La notte esistiamo e basta, seppure in una breve pausa dall’alienazione del giorno. Esistiamo perché ci possiamo permettere di piangere, di pensare, di avere paura e non abbiamo bisogno dei trucchi da prestigiatore per essere belli. Lo siamo perché siamo nudi e capiamo che, forse, l’anima conta.

Sono già le tre di un torrido pomeriggio qualunque in Ciociaria, ho ancora un sacco di cose da fare e credo proprio che stanotte dormirò. Per dimenticare.

23 pensieri su “Divagazioni.

    1. Hai ragione, c’è uno sbilanciamento fra notte e giorno, soprattutto se si pensa che la notte viene vissuta in funzione dell’indomani. Tipo: si deve dormire se si vogliono svolgere al meglio le attività quotidiane (lavoro, studio, ecc.), ma sarebbe bello avere più tempo per coltivare la propria interiorità.
      Avere la possibilità di non credere che un’ora passata a pensare sia un’ora persa.
      Poi, per chi, come me, ama la solitudine, passare gran parte della vita a rispettare convenzioni è una sorta di tortura, perciò mi faccio bastare 5/6 ore di sonno per notte!

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      1. Sei considerato “vivo” solo se fai baccano e ti trovi in mezzo a una fiumana di bipedi umani.
        Pensiero e solitudine non hanno voce in capitolo, anzi: il primo è sinonimo di pigrizia, la seconda di disagio sociale.

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      2. Hai ragione. Ho modo ogni giorno di rendermi conto che moltissime persone non comprendono l’importanza di vivere anche momenti di solitudine.
        E mi dispiace, perché non penso ci sia altro modo di coltivare le risorse interiori.

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  1. in questi giorni mi sentivo un po’ triste ma ero così piena di impegni,cose da organizzare che non ho avuto nemmeno il tempo di chiedermi cosa mi opprimesse. Soprattutto ero sempre circondata da amiche, ovviamente mi faceva piacere, ma stando con gli altri non ho più pensato a me. Stasera doveva venire a casa una mia amica ma dato che ha avuto un impegno improvviso, la cosa è saltata. Adesso mi sono messa tranquilla a leggere questo tuo articolo e devo dire che ne avevo proprio bisogno. Quello che in questi giorni mi opprimeva era il non avere avuto tempo per stare da sola, il non aver badato alla mia anima e il non aver avuto “la mia amata notte”. Credo che noi “poeti” abbiamo sempre bisogno della nostra solitudine.

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    1. Sono contenta che il mio articolo ti abbia aiutato a capire cosa ti stesse mancando, vuol dire che sono riuscita davvero a comunicare qualcosa!
      Stare in compagnia degli altri è bello, ma, è vero, specialmente chi ama scrivere deve concedersi la giusta dose di solitudine.
      Ti ringrazio per il commento, un abbraccio 😊

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  2. Ciao Chiara, stavolta commento come se stessi scrivendo una lettera a un’amica, una di quelle lettere di una volta di quando non esistevano i messaggi privati (le cartoline le leggevano tutti, dal postino a chi presente in casa 😄). Ma non divaghiamo, volevo dirti che pensavo all’inizio del post tu stavi trascrivendo un pensiero spiritoso su come si svolge una giornata tipo, infatti ho pensato di commentare con un rapido “dove si trovano questi robot?” Però andando avanti ho sentito un’emozione folle salirmi su, hai deviato il percorso di scrittura iniziale accelerando sui sentimenti che contraddistinguono la nostra “banale” esistenza creando un silenzio a respiro fermo in tutto il teatro. Ecco, io ti ho immaginato così, sul tuo palcoscenico a mostrare la vera faccia della realtà, quella che teniamo da qualche parte nelle tasche del vestito della festa. Hai scritto un capolavoro, forse lo dico solo io perché sai mi piacciono i testi in prosa e tu non li usi, ma come ti ho già detto una volta dovresti usare di più questo metodo.
    Scusa la lunga lettera Chiara, magari la prossima volta sarà una cartolina, poi diventerà un messaggio abbreviato, così come sta mutando il mondo. E grazie per aver letto con pazienza. 😊
    Un abbraccio.
    Toni.

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    1. Ciao, Toni, ti rispondo come risponderei ad un amico, estesamente e senza le asciuttezze della comunicazione moderna.
      Il tuo commento mi ha letteralmente spiazzato per le sensazioni che hai descritto e che non credevo di poter suscitare con un mio testo.
      Conosco e apprezzo molto la tua prosa, perciò ho intenzione di gustarmi pienamente il complimento, senza pensare (come faccio sempre) che potrei scrivere molto meglio o leggere molto di più.
      Non nego di aver iniziato a buttare giù qualcosa in prosa anche a seguito del tuo incoraggiamento, perciò ti devo un grazie doppio.
      Sai una cosa? Mi trovo parecchio a mio agio anche senza versi.
      Credo di aver scritto un commento piuttosto lungo anche io, ma, a volte, meglio troppo che troppo poco!
      Un abbraccio anche a te 😊

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  3. l’ossessione del tempo, il rincorrersi dei pensieri, sensazioni che nascono e muoiono nello spazio di una notte, fra quei frangenti di pensieri che ci avvolgono, come le tenebre dopo un giorno di sole.

    Bellissimo il tuo scrivere, complimenti per questo testo profondo e riflessivo.

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    1. Ti ringrazio di cuore per la lettura e per l’apprezzamento.
      Il tempo è un tema ricorrente nei miei scritti, perché crea, molto spesso, quella spaccatura fra desiderio e realtà che genera, talvolta, frustrazione.
      Buona giornata 😊

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  4. È bello leggere anche tue riflessioni. 😊 Penso che l’interiorità vada senz’altro coltivata, come va coltivato anche il coraggio
    di agire una volta presa coscienza di ciò che davvero vogliamo per noi stessi. A volte ho la sensazione che ci sia insofferenza nelle tue giornate, ma forse sbaglio. Il mio augurio è che la tua notte conquisti un po’ anche il tuo giorno. 😊 Ti leggo sempre volentieri.

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    1. Ciao, ti ringrazio per il commento.
      Beh è vero, a volte riverso un po’ di insofferenza nei miei scritti, nella maggior parte dei casi quando ci sono periodi in cui si hanno solo doveri a cui adempiere e magari si avrebbe voglia soltanto di un momento di pausa.
      Anche io ti leggo sempre volentieri.
      Un abbraccio! 😊

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  5. Questo testo è molto bello e profondo. Tutto quello che scrivi mi si palesa davanti così bene che quasi fa male. A volte, proprio per le giornate che descrivi (con il tempo che fugge e gli impegni che imcombono), per me la notte diventa un incubo in cui posso ripensare e ripensare al giorno da formica robotica senza trovare pace.

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    1. Non posso che ringraziarti per queste bellissime parole.
      Riflettere, pensare e anche (perché no?) rimuginare sono operazioni importantissime oltre che di grande aiuto. È un eccato che troppo spesso non si trovi il tempo di nutrire l’interiorità.

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