Una riflessione politica ma non troppo.

Ultimamente sono piuttosto amareggiata a causa del particolare momento storico che stiamo vivendo e spesso mi capita di commentare online articoli di cronaca dai contenuti piuttosto variegati.

Cerco di esprimermi sempre usando toni pacati e facendo riflessioni che prescindono dalla politica in senso stretto e che vogliono essere input per un confronto costruttivo. Cosa ottengo in cambio? Rabbia, incomprensione e discorsi deliranti, spesso lontanissimi dal tema iniziale.

Sembra che gli italiani si siano improvvisamente polarizzati e assestati in una zona bianca oppure nera che esclude la possibilità di una convergenza nella zona grigia. Una sorta di stupido manicheismo che rende le persone cieche e incapaci di distinguere ciò che è soggettivo da ciò che è più semplicemente legge.

Tutto questo genera un’incoerenza di fondo contro cui sembra impossibile combattere. Provo a fare alcuni esempi:

  • l’immunità parlamentare, che fino a ieri era un terribile privilegio, degno della peggior prima Repubblica, è oggi strumento indispensabile per garantire giustizia al ministro dell’Interno. Che non importa se ha commesso reato: quello che conta è che la gente lo abbia votato per fare quello che ha fatto nella gestione della nave Diciotti.
  • due poliziotti in divisa vengono immortalati ad Ascoli Piceno mentre firmano una petizione pro-Salvini. Il senatore leghista Paolo Arrigoni, dando prova di non conoscere quanto prevedono le leggi della Repubblica che è chiamato a rappresentare, diffonde la foto sui social network. Ma in tutto questo i più non vedono nessuna falla: i poliziotti sono liberi cittadini anche in divisa e non è corretto che si faccia notare l’errore che hanno commesso, perché se fossero stati del PD…
  • l’Italia è in recessione tecnica. Gli economisti del web non hanno dubbi sul fatto che la colpa sia imputabile ai governi precedenti, il che, direte voi, ci può stare. Io stessa non avendo alcuna competenza in materia non ho gli strumenti per valutare. Nessuno, però, che sospenda il giudizio. Smartphone levati al cielo ed è subito invocazione al boom economico.
  • La maggior parte degli economisti (quelli veri, questa volta) sostengono che l’incremento della spesa pubblica al momento non sia la scelta più saggia, perché, essendo l’Italia un paese debole, l’unica previsione certa è che il debito aumenterà. Ma sulla corsa degli investitori a spostare capitali in Italia non ci sono affatto certezze. Allora cosa dice l’esercito del web? Che nessuno vuole il bene di chi è in difficoltà, ma non ci prova nemmeno a capire che, se qualcosa andasse storto, i propri figli non saranno in dubbio fra quota 100 e la Fornero, perché, probabilmente, la pensione non ce l’avranno proprio.
  • Sulla questione migranti non mi esprimo. Semplicemente mi rifiuto di credere che ci sia anche una sola persona al mondo che, di fronte a una persona morta in mare, possa dire: uno di meno.

Detto questo mi rimane solo la speranza che questo terribile momento passi in fretta e che si torni presto a mostrare un atteggiamento incline alla comprensione, prima reciproca e poi di quanto accade o si scrive.

 

 

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33 pensieri su “Una riflessione politica ma non troppo.

      1. Il mio discorso è a monte. Mi spiego meglio: quello che noto nelle discussioni fra le persone è un totale arroccamento sulle proprie posizioni e nessuna disponibilità a comprendere le ragioni dell’altro o l’esistenza di una zona grigia che mostra come spesso i problemi siano così variegati da impedire una visione a senso unico.
        È chiaro poi che i fatti possano dare ragione a uno invece che a un altro, ma questo non lo contesto: è nell’ordine delle cose.

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  1. se soffriamo questo clima, come lo stai soffrendo tu e come lo sto soffrendo io, diciamolo, diciamolo a gran voce e contiamoci, per avere qualche speranza di uscire dall’orrore in cui l’Italia (e il mondo) sembra sprofondare, l’orrore di una società paranoica in cui c’è sempre qualche nemico da combattere e da abbattere, senza che avvenga mai il minimo confronto. Così intendo la tua zona grigia, quella mancante, come area di confronto e di incontro. Anche se certe posizioni ormai estreme sono interlocutori impossibili perché strutturalmente incapaci di confronto e fondate solo sul potere e sulla sopraffazione.

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    1. È proprio quello che volevo dire e vorrei tanto avere i mezzi per provare a cambiare le cose.
      Credo che i problemi siano così tanti e variegati al punto che, a volte, davvero la verità si nasconda nel mezzo. Mi viene in mente il caso dei migranti: da una parte c’è chi sostiene che non debbano essere accolti, dall’altra c’è chi ritiene che sia giusto farlo. Tra le due posizioni il punto d’incontro c’è e credo sia nella possibilità di accoglierli facendo i dovuti controlli e contrastando le situazioni di clandestinità.
      Eppure c’è chi esulta se qualcuno muore in mare e qui si arriva a quelle posizioni estreme di cui parlavi tu, così nette da essere incontrastabili e da decretare il fallimento dell’umanità.

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      1. Il problema è talmente vasto che è difficilissimo anche trovare una via di mezzo. A monte c’è la visione del mondo, di che cosa significhi la nostra umanità, Fermo restando il dovere morale oltre che sancito dalle leggi di soccorrere chi è in pericolo di vita, dovrebbe esserci il senso condiviso di dover creare le condizioni per un’accoglienza, certo limitata, ma sempre rispettosa della dignità e del valore di ciascuna persona. Ci dovrebbe essere un livello comune di “cultura” in senso lato per cui non è ammissibile che in una società civile ci siano fasce di popolazione autoctone o immigrate condannate al degrado, all’ignoranza, alla miseria. Insomma bisognerebbe mettere in discussione e superare il dominio incontrastato degli egoismi e di ogni forma di potere, bisognerebbe… so bene che non basterà una generazione a smantellare un sistema che si fonda su avidità, mercato, denaro, a scapito dei valori umani.

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      2. Comprendo bene quello che dici e sono pienamente d’accordo.
        Anzi, forse non avrei saputo spiegare meglio il mio pensiero sulle molteplici sfaccettature di ogni problema.
        Proprio per questo credo che si debbano rifuggire gli estremismi, che non aiutano affatto a risolvere le situazioni di criticità, in politica come nella vita in generale.
        Sulla possibilità di dare una scrollata a questo sistema, che mette tutti contro tutti, sono molto pessimista, ma non escludo che si possa dar vita a un generale miglioramento nella vita del singolo e, di conseguenza, nella vita associata e collettiva.

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    1. Lo so, Max e sono davvero avvilita dallo scenario che si sta delineando.
      Le persone cercano solo un po’ di speranza, lo capisco, ma fra questo e tutto il resto c’è un abisso in cui abbiamo il dovere di non sprofondare.

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  2. Tra l’altro poi capita al bar, perché noi siamo una repubblica da bar, sentire discorsi su PIL, reddito, investimenti, spinta economica, deficit e altro genere di cose da gente che lasciamo perdere le categorie e la scolarizzazione, e quando provi ad entrare nel merito (avendo io una laurea in economia) rispondono che per colpa di quelli come me che non hanno fiducia le cose vanno male, che alla fine tutto è semplice conti alla mano, basta vederlo. Poi mi metto a ridere e abbandono la discussione, perché altrimenti poi ti tocca litigare.

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    1. Ho ammesso la mia ignoranza sul tema, conosco quello su cui riesco a documentarmi e informarmi, ma su molte cose capisco che devo solo sospendere il giudizio e affidarmi a chi ne sa più di me, ovviamente valutando attentamente le varie posizioni e ricercando fonti affidabili e non faziose.
      Sono temi complessi e quasi invidio le sicurezze dell’esercito del web! 😊

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      1. Beh sai anche io nonostante abbia studiato queste cose cerco sempre di valutare, perché ovviamente sono equazioni a più incognite e tra l’altro ci sono diverse teorie ecc. Ma come dici tu l’esercito del web ha delle sicurezze che manco un premio nobel

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      2. Io penso che molte persone abbiano bisogno di credere che finalmente qualcuno si occuperà di loro. Non importa come, purché sia fatto.
        Però, se il nostro passato ha cercato di insegnarci qualcosa, è anche giusto che dell’esperienza si faccia sempre tesoro.

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  3. Da quell’anno preistorico e quel giorno memorabile e straordinario (mica tanto)n cui fu abbattuto, giustamente, il muro di Berlino, il mondo micro(localismi) e macro(nazionalismi fascisti) è migliorato alla velocità della luce, ma oscurità e ombre lunghe si diffondono a macchia d’olio, in maniera articolata, prendendo di mira i più deboli. Mentre i veri problemi nella vita quotidiana dei lavoratori, casalinghe,disoccupati, donne e studenti vengono lasciate marcire. Il nemico è stato individuato, quindi si marcia a passo militare verso la “vittoria di popolo”.

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    1. Mi hai fatto venire in mente la teoria polibiana delle costituzioni con questo commento e, in effetti, agli eventi che hai sintetizzato sembra adattarsi piuttosto bene.
      Bisogna solo sperare che questa democrazia così “popolare” non scada nella sua degenerazione e non perché io non creda nell’importanza della collettività, anzi, ma perché intravedo il germe di ostilità preoccupanti.

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      1. Tutto è iniziato scrivendo e dicendo che la classe operaia non esiste più. Aggiungi la precarizzazione e la parcellizzazione del lavoro, ossia maggiore proletarizzazione), anzi del non lavoro, che tra l’altro vuol, dire più sfruttamento e meno dignità. In giro, nelle fabbriche, nei negozi e dietro le bancarelle ormai nessuno un operaio, una lavoratrice. Tutti scomparsa la manovalanza. E poi quelli della lega dicono: “Prima gli italiani,” come se a fare gli sguatteri e lavoratori stagionali di quinta categoria ci fossero orde di italiani che fanno la fila per essere assunti.

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      2. Per quanto è abusato e strumentalizzato ultimamente l’aggettivo “italiani”, faccio difficoltà persino a scriverlo!
        Comunque, a parte la mia stupida premessa, hai ragione.
        Il lavoro troppo spesso non garantisce la dignità che spetta a chi lo svolge e, nonostante questo, molti sono costretti ad abbassare la testa e a sudare per pochi euro.
        Ma tutto questo non dovrebbe avere colore e la politica dovrebbe battersi in primis per gli uomini e poi per i popoli che è chiamata a rappresentare.

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      3. Il colore primo è lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in tutte le maniere. E quel poco che si riesce a guadagnare per molti è, maledicendolo, come un miracolo, una manna dal cielo che altri non hanno. E’ tutto al ribasso. Intessuto di corruzione. I diritti sono solo una merce di scambio. Sono ritornati i vecchi sistema del clientelismo e cosa peggiore è che dall’altra parte il nemico è più subdolo perché sorridente. E al momento opportuno usa più il bastone che la carota. E tutti, individualmente, siamo più ricattabili, deboli e alla mercé. Bisogna incominciare a riconoscersi come portatori di bisogni e necessità primarie.

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      4. Per come si stanno mettendo le cose, credo che questo paese sia davvero difficile da recuperare.
        La politica diffonde slogan che le persone ripetono senza alcun senso critico e quando questo si somma ad atteggiamenti intolleranti e giustificati da chi dovrebbe condannarli, la frittata è fatta.
        Non si temono svolte autocratiche perché nessuno sembra ricordare come questa tendenza si sia manifestata ed evoluta non troppi anni fa, ma io qualche campanello d’allarme lo sento. Eccome se lo sento.

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      5. Diciamo pure che è un tambureggiare di fondo. Quel tipo di parole d’ordine sono slogan acchiappa voti. Basterebbe andare negli ambulatori degli ospedali e in altri uffici affollati per vedere solo alcuni veri problemi che assillano l’uomo comune. Ecco, gli slogan e quel tipo di propaganda politica sono anche dei modi per sviare l’attenzione dalle questioni vere di questo paese. In ogni ambito della vita umana e animale, compresa la natura, è insita la lotta per i bisogni, ma anche per rimanere umani. C’è un imbarbarimento, inoculato, che corre veloce.

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  4. Chiara, apprezzo la tua analisi, e la condivido, ma…a volte si sale sul ring e si perde, anche se poi, e me lo ripeto da una vita, su quel ring bisogna pur salirci se vogliamo batterci. (Ricordati però, come spesso dico, che, tranne qualche eccezione dignitosa e bella, la Specie si odia). Ciao. Un abbraccio

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    1. Hai ragione, si vince e si perde, ma questo avvicendarsi di trofei e sconfitte non deve portare le persone ad inaridirsi e a concentrarsi soltanto sull’allenamento in vista della sfida successiva.
      E la politica, come la vita, richiede costanza e dedizione e uno sguardo assiduo al proprio giardino ma anche verso chi un giardino non ce l’ha proprio.
      Un abbraccio a te 😊

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  5. il grigio, tanto bistrattato, è il colore della speranza, il punto di incontro, di fusione tra ciò che è bianco e ciò che è nero, tra chi è bianco e chi è nero. Dovremmo sentirci tutti grigi, dimentichi dei preconcetti che ci tingono. Ma il web è la nuova patria del delirio, si guarda il colore dell’altro per differenziarsene, senza nemmeno ascoltare quello che dice.
    ml

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  6. Ho Letto “un livello comune di cultura” A me sembra proprio questo il punto focale ma aggiungerei che anche il livello culturale si è attestato a quasi zero.

    Il web fornisce informazioni a getto continuo e contribuisce a creare una confusione difficile da gestire. E tuttavia le persone il termine gente non mi piace si sentono onniscienti.

    Non parlo più di politica l’ho vissuta in prima persona per moltissimi anni naturalmente a sinistra ed oggi ne sono profondamente disgustato ed ho perso ogni speranza Perché rottamazione e ricambio generazionale sono stati assolutamente devastanti e qui Ritorniamo al discorso della cultura politica che dovrebbe essere parte integrante del processo Democratico.

    sherabbraccicari

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    1. Il problema della cattiva informazione si fa ogni giorno più serio.
      Ma la cosa che più mi preoccupa è che quando qualcuno prova a diffondere notizie corrette o a smentire le innumerrvoli bufale, spesso diffuse dagli stessi politici, gli italiani aggrediscono o accusano di faziosità.
      Come se non ci fosse più esigenza di distinguere fra il vero e il falso.
      Un abbraccio a te 😊

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