Uno sfogo.

Sempre mi sono chiesta che parte avessi

in quello stupido gioco di ruoli che è la vita.

Io non volevo, sai, essere qua né altrove,

io volevo solo essere libera di essere.

Stronza, stupida, intelligente,

demoscristiana, liberale, comunista,

non lo so.

Volevo permettermi il lusso di sbagliare,

non studiare, fare sega, uscire, non tornare,

essere giovane, piccola,

avere diciott’anni, poi diciannove, poi venti

e la spensieratezza.

Volevo non dover correre per essere la prima

e non sentirmi frustrata camminando con gli ultimi,

non avere pressioni, mandare tutti a fanculo

e partire da sola.

Non appartenere a niente, a nessuno,

essere Chiara senza radici se non in sé stessa.

Volevo solo quello che a trent’anni non puoi più.

Ma invece no,

perché la libertà si conquista prendendosela

e io non sono stata capace

di guadagnarmi un posto nel mondo

che non ti prevedesse,

per ritrovarmi un giorno vittima

di un gioco di ruoli che forse mi vedrà carnefice.

Come te.

Cosa si può fare per un figlio, mi chiedo sempre,

io che dei figli ho una paura bestiale

e l’unica risposta che so darmi

è dare loro i nostri occhi

e lasciarli liberi di guardare lontano.

 

 

 

26 pensieri su “Uno sfogo.

  1. Ovvio, per me, porti un quesito. Quali dei Tuoi sogni antichi ancora agitano la Tua anima (non la Tua mente; la Tua anima)? Quel luogo, tutto Tuo, che più parla al Tuo cuore nei momenti di necessaria malinconia e di inutile tristezza.
    Grazie dei Tuoi passaggi dal mio blog.
    banzai43

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    1. Ciao, ti ringrazio per la domanda che mi poni, ma la risposta è talmente complessa che non saprei organizzarla in modo preciso e, soprattutto, esaustivo.
      Quello che posso dirti è che avrei voluto che alcune cose fossero e andassero diversamente, ma quando qualcosa non dipende da noi, è impossibile evitare che accada. La vera sfida è accettarne le conseguenze e non sempre è facile. Anzi…
      Grazie del commento! A presto!

      Piace a 1 persona

  2. Io ho paura dei figli miei, che non ho ancora, e di quelli degli altri.
    Mia cugina oggi mi ha chiesto: “E che tutto quello che facciamo noi genitori deve per forza ripercuotersi sui figli?” Decisamente si. Da un abbraccio troppo stretto ad una sculacciata passando per parole, esperienze e coinvolgimenti. Se oggi sono quella che sono è anche perchè sono figlia di mia madre e di mio padre e non solo perchè sono soltanto io.

    Piace a 1 persona

    1. Hai centrato in pieno il senso di questo mio sfogo e, rispetto a quello che dici, a mio parere giustissimo, non posso aggiungere una parola di più.
      Grazie per questa lettura così attenta. Un abbraccio 😊

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      1. Sì, questo lo comprendo. Quello di cui parlo è l’affermazione di sé stessi all’interno del contesto familiare, che dovrebbe essere favorita e invece, a volte, viene ostacolata.

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