Pelle.

Il domani si offre puro

come un foglio ancora intonso

e tu hai l’inchiostro per riempirlo

delle carezze che mi aspetto.

Ho tanti sfregi sulla pelle

che bruciano ancora se li sfiori,

ma toccare un altro corpo

può essere gioia e non dolore.

Come un fiore ancora chiuso

custodisco il mio passato

e mi protegge quello sguardo

che rivolgo alle mie spalle,

perché temo un altro squarcio

che apra un nuovo varco

sopra i graffi già sanati.

Forse dovrei guardare avanti,

cedere alle tue braccia

scordando tanto pianto,

ma ho paura e allora, scusa,

ridammi quell’inchiostro,

sarò io a riempire il foglio

delle cure e dell’amore

che rinnovano la pelle: le mie.

 

 

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Pubblicato da

Chiara

Chiara, 28 anni, amante di libri, viaggi e scrittura. Laureata in lettere, provo a tradurre in parole la meraviglia d'ogni nuova scoperta.

8 pensieri su “Pelle.”

      1. Stiamo viaggiando sullo stesso treno e a ogni stazione troviamo dei pensieri dalla radice in comune. E non lo dico per scherzo o per usare metafore, ma trovo delle consonanze in ciò che pensiamo e poi scriviamo.

        Piace a 1 persona

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