Un campo.

Credo d’averti amato

al di là del bene e del male,

in un campo di gigli

bianchi e senza tempo.

Da una carezza un filo d’erba

avvinghiato alle tue dita,

edera rampicante

sui graticci della pelle.

Il cuore ignorava

quel frastuono di parole

che germoglia incomprensione

e semina fiori urlanti,

ma sapeva quel silenzio

che è la musica del mare,

il canto della terra

levato a coppe e ventri

per amarsi e generare

e non lasciarla all’abbandono.

Sogno d’amore

questo svolgersi di trame

nella realtà che piove muri

issati a protezione

di anime e fortini

che cedono alla voglia

quotidiana e silenziosa

di fare e di disfare

ciò che dalla mano

fa piangere sudore,

lavato poi col sangue

dell’opera compiuta.

Una casa, uno stipendio

le rate da pagare,

che donano l’amore

a chi di forza e resilienza

adorna i giorni suoi

e seccano le fonti

a chi s’abbevera da solo.

 

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Pubblicato da

Chiara

Chiara, 28 anni, amante di libri, viaggi e scrittura. Laureata in lettere, provo a tradurre in parole la meraviglia d'ogni nuova scoperta.

14 pensieri su “Un campo.”

  1. Eh, questa…questa è davvero fulminante negli ultimi versi è come se tu dessi una definizione dell’amore (lo so…lo so…ce ne sono tantissime, anche perché bene non sappiamo che cosa sia), ma…ma quei due versi finali…”…e seccano le fonti/a chi si abbevera da solo”…come se tu dicessi: l’amore non deve prosciugare lo scorrere della vita. Una roba così. Una mia interpretazione, chiaro…Ciao

    Piace a 1 persona

    1. Sì, è un riferimento all’egoismo sia nei rapporti di coppia, sia nella vita quotidiana.
      Come a dire: l’impegno quando è bilaterale ripaga dello sforzo, ma quando viene da uno soltanto prima o poi finirà, lasciando a bocca asciutta chi sperava di trarne beneficio.
      I rapporti in generale richiedono sempre che la vita continui a scorrere per entrambi e soprattutto che il farne parte non significhi vantaggio per uno dei due, ma solo reciprocità.
      Un abbraccio!

      Piace a 2 people

      1. Assolutamente non la spari grossa, anzi!
        Metto la complicità subito dopo l’affetto e prima del rispetto.
        Non perché sia più importante, ma perché penso che il rispetto nasca soltanto quando c’è complicità.
        Del resto, come si può rispettare l’altro se non si è complici nei progetti, negli obiettivi, nelle ambizioni e nei fallimenti?
        L’assenza di complicità è motivo di incomprensione e recriminazione, il germe della mancanza di rispetto.

        Piace a 2 people

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